Livello d’istruzione? Terza media. Esperienze lavorative? Dieci anni da commesso in un negozio di animali. Dopotutto, uno vale uno, e chi se ne importa se c’è da gestire una partita delicatissima come quella del Recovery Fund. Come riportato da DagospiaSergio Battelli, deputato del Movimento cinque stelle, con buona pace della meritrocrazia, è stato riconfermato alla presidenza della Commissione per le Politiche dell’Ue: una carica importantissima in questa fase storica, nuovamente affidata all’esponente dei cinque stelle. “La riconferma a presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue alla Camera è per me un grande onore e vorrei ringraziare tutte le forze di maggioranza e opposizione per la fiducia e la stima riposta nei miei confronti” spiega il deputato grillino. È grazie a loro se, prosegue Sergio Battelli, in questi primi due anni, “abbiamo compiuto un lavoro davvero straordinario culminato, peraltro, con un’attività conoscitiva senza precedenti che la nostra Commissione ha fortemente voluto intraprendere all’indomani della crisi generata dal Covid-19”.

Abbiamo così dato spazio e rilievo, sottolinea Battelli, “a esperti chiamati a dare risposta e valutazioni su tutti gli strumenti che il nostro Paese deve mettere in campo per superare questa difficile fase e affrontare le sfide del futuro in concomitanza con il più ampio piano europeo legato al Recovery Fund”. Spulciando il suo curriculum, Dagospia ha ricordato che il deputato grillino “ha la terza media” e come esperienze professionali vanta “10 anni da commesso in un negozio di animali e chitarrista di una band rock ligure”. Battelli, già tesoriere del Movimento cinque stelle e fedelissimo del Ministro degli esteri Luigi Di Maio, deve le sue candidature ai voti ottenuti nel corso delle primare oline del Movimento del 2013 (appena 90 voti) e del 2018 (363 voti).

Nel marzo 2018, quando era emersa per la prima volta la notizia della sua esperienza scolastica, il deputato pentastellato si era giustificato spiegando che il suo era un caso di malasanità e che aveva iniziato a lavorare e suonare durante le superiori per problemi vari: “In terza superiore Itis mi ammalo, per un gravissimo caso di malasanità, rimango appeso nella mia malattia per un anno intero, solo dopo mille mila giri tra ospedali, cure e dottori finalmente un bravissimo pneumologo di Genova trova il mio problema. Quella mattina pioveva, ero con mia madre in un piccolo ambulatorio di Villa Scassi mentre mi dicevano, a neanche 17 anni, che avevo un tumore ai polmoni in una posizione “strana” da operare subito, non me lo dimenticherò mai. Passano ancora un paio di mesi e finalmente vengo operato a Padova, nel frattempo avevo perso quasi due anni della mia vita per risolvere il mio problema” aveva spiegato su Facebook. Nessuno mette in dubbio la sua storia, per carità: ma forse, per una carica così strategica e rilevante, soprattutto in questa fase, non era meglio pensare a qualcun altro?