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NUCLEARE DI QUARTA GENERAZIONE? NON ESISTE. INCLUDERLO NEL PIANO GREEN DELLA UE È UN SUICIDIO

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“La principale caratteristica dei reattori di quarta generazione è quella di non esistere. Si tratta di progetti, di varie tipologie, in cui si penserebbe di mettere in atto determinati accorgimenti per renderli più sicuri.

“Soluzioni compatibili per l’energia del futuro?” L’ha detto persino Greta.

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Nucleare di quarta generazione? Non esiste. Includerlo nel piano Green della Ue è un suicidio”. Il prof Tartaglia smonta le teorie pro-atomo: “Non è né sicuro né pulito”

L’ingegnere nucleare e prof emerito del Politecnico di Torino a pochi giorni dal via libera al nucleare nella “Tassonomia verde”: “Non si capisce se Cingolani fa lo scienziato o il paladino di un modello di economia”. E aggiunge: “Abbiamo un’emergenza climatica che ci chiede di dimezzare le emissioni di Co2 entro dieci anni. Non so come il nucleare possa rappresentare uno strumento utile, se richiede decenni per sviluppare le nuove tipologie”. Il problema delle scorie, i costi altissimi e l’illusione della sicurezza. 

di Luisiana Gaita 

Includere il nucleare nella Tassonomia verde dell’Ue è un suicidio“. La decisione ufficiale della Commissione Ue è attesa entro la metà di gennaioanche se è stato già anticipato che si includerà l’energia atomica. Per Angelo Tartaglia, ingegnere nucleare e professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino, quella dell’atomo non è energia “pulita e sicura”, come dicono i sostenitori della ‘quarta generazione’. E neppure è “inesauribile”. Intervistato da ilfattoquotidiano.it spiega: “Al momento non c’è soluzione al problema delle scorie, i costi sono altissimi, la sicurezza è un’illusione”. E i minireattori di cui parla il ministro della Transizione energetica? “Non si capisce se Roberto Cingolani fa lo scienziato o il paladino di un modello di economia. Questi nuovi minireattori sarebbero da fare, non ci sono. La quarta generazione di nucleare non c’è. Abbiamo un’emergenza climatica che ci chiede di dimezzare le emissioni di Co2 entro dieci anni. Non so come il nucleare possa rappresentare uno strumento utile, se richiede decenni per sviluppare le nuove tipologie”.

Rispetto ai primi prototipi costruiti tra gli anni ’40 e ’50, a quelli di seconda (fino agli anni ’80) e terza generazione, però, ci dicono che da quelli di quarta generazione potremmo ricavare energia ‘pulita e sicura’.

“L’energia nucleare non emette Co2, ma non si può definire ‘pulita’, perché ha impatti negativi sull’ambiente circostante. Le centrali oggi in funzione sfruttano solo energia liberata nelle reazioni di fissione. Nonostante ci siano diversi esperimenti in corso, infatti, non esistono ancora reattori a fusione che riescano a liberare più energia di quanta non ne assorbano. Ma i reattori a fissione, di qualunque generazione e dimensione, si basano su una reazione che produce dei frammenti di fissione, isotopi di elementi chimici più leggeri dell’uranio da cui si era partiti e che sono instabili, radioattivi. Immaginiamo il nucleo di un atomo di un elemento pesante (uranio, torio, plutonio) come un petardo carico al quale basta un colpetto perché scoppi. Il colpetto lo dà un neutrone. Scoppiando, si producono delle schegge che interagiscono con quello che c’è intorno e la loro energia si trasforma in calore utilizzato, come in una centrale termica, per produrre vapore ed energia elettrica”.



E cosa bisogna fare con le scorie radioattive?

“Possiamo solo metterle da qualche parte, ma il problema è capire dove e per quanto tempo visto che sono nocive alla biosfera e, in particolare, agli esseri umani. Trovato un sito, non si può avere la certezza che, nelle prossime centinaia o migliaia di anni, non arrivi l’acqua che scioglie le cose e le porta in giro o che nessuno vada a metterci il naso. Soluzioni definitive non sono mai state trovate: la maggior parte delle scorie prodotte finora nel mondo si trova in depositi temporanei. Anche se i reattori funzionassero alla perfezione, avremmo un vantaggio per qualche decennio, lasciando un’eredità per secoli o millenni alle future generazioni. È demenziale, significa ammazzare il futuro con il presente”.

Dopo l’incidente di Three Mile Island, in Pennsylvania, del ’79 e il disastro di Chernobyl, puntano a una maggiore sicurezza i reattori di terza generazione e, con il nuovo millennio, di terza generazione plus, che prevedono un sistema di spegnimento passivo in caso di emergenza.

“Non esistono macchine sicure o che non si guastano mai….

CONTINUA  https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/12/21/nucleare-di-quarta-generazione-non-esiste-includerlo-nel-piano-green-della-ue-e-un-suicidio-il-prof-tartaglia-smonta-le-teorie-pro-atomo-non-e-ne-sicuro-ne-pulito/6432609/

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